“Allora, durante il giorno tesseva la grande tela, ma la notte, sistemate accanto le torce, le disfaceva. Così per tre anni con l’inganno eluse gli Achei e li convinse. Ma quando venne il quarto anno e ritornò la stessa stagione, allora una delle donne, che sapeva bene le cose, parò e noi la sorprendemmo a disfare lo splendido tessuto”. (Odissea, II libro)
Questa pubblicazione rappresenta il lavoro frutto della frequentazione del Centro Italiano di Psicologia Analitica (CIPA) di Roma costituendone il seminario teorico. L’autore riflette, assieme al suo relatore e collega, Giuseppe Vadalà, sull’origine del termine “analisi” che si ravvisa per la prima volta nel poema omerico dell’Odissea.
Tale termine, derivante dal greco anàlysis, viene utilizzato per descrivere il disfacimento della tela che Penelope tesseva ogni giorno per sfuggire alla violenza dei pretendenti e lo scioglimento delle funi che legavano Odisseo al ramo della nave mentre ascoltava il canto delle Sirene.
In questa pubblicazione si possono dunque trovare alcuni dei pensieri cardine che hanno guidato e, tutt’ora, guidano l’autore nel pensare e nel procedere del lavoro analitico. In particolare, vengono evocati e discussi i pensieri di alcuni autori (es. Freud, Jung, Ferenczi, Hillman) in un viaggio tra mito e teoria.
Il libro è disponibile qui https://www.aracneeditrice.eu/it//pubblicazioni/penelope-e-odisseo-francesco-marchini-9791221813692.html o sui principali store (es. Amazon).